Crocerossina…la sindrome: di cosa si tratta e come risolverla.

Cosa si prova quando si ha la sindrome della crocerossina?

crocerossina“Ho sempre sognato il principe azzurro, bello, dolce, deciso, intraprendente, un Uomo con la U maiuscola ed invece mi attraggono sempre gli uomini da salvare.”

Queste le parole spesso proferite da donne la cui caratteristica comune è la sindrome da crocerossina.

A questa tipologia di donne non attraggono uomini decisi, realizzati, sicuri di sé, ma persone complesse, complicate, spesso con atteggiamenti ambigui e contraddittori, uomini da salvare. Per le donne con la sindrome della crocerossina l’oggetto dei desideri non è quell’uomo che la vuole realmente, ma il complicato, lo schivo, il misterioso, colui che in realtà non vuole assolutamente avere un rapporto, impegnarsi e dare.

Così facendo, però, la donna crocerossina si annulla completamente, non considera più le proprie necessità, i propri bisogni, i propri interessi tanta è la concentrazione nell’aiutare l’altro nei suoi molteplici problemi la cui natura è esistenziale, economica e, certamente, una tendenza caratteriale al non fare, al non voler fare, una propensione al vittimismo.

I più furbi tra questi uomini si appoggiano totalmente alla crocerossina di turno nella convinzione che ci sarà approfittandosi e sfruttando la situazione.

Ma da cosa deriva questa sindrome?

In primis da una profonda carenza di insicurezza, di autostima, dalla assoluta necessità di sentirsi indispensabili per qualcuno tendendo a coccolare, riverire, far da mamma risolvendo qualsiasi problema altrui ed essendo ripagate con minuscole briciole di affetto.

 Molto spesso queste donne hanno in comune un passato complicato ed esternano, nel voler accudire e salvare la persona che credono di amare, la necessità di curare la loro stessa parte ferita. Probabilmente son donne che hanno sofferto nella loro infanzia.

Aiutare l’altro in realtà è come aiutare se stesse alla ricerca della propria pace interiore coccolando ed accudendo la propria interiorità ferita.

Queste donne si identificano talmente tanto nell’ uomo, da divenire complicatissimo staccarsene perché aiutando lui trovano sollievo, dipendono completamente da questi uomini e, salvandoli, appagano il senso di colpa che, chi è afflitto dalla sindrome da crocerossina, prova da una vita intera.

Ho sempre creduto che le relazioni sono come una bilancia, devono pesare ugualmente, essere eque , bilanciate. E’ bello prendersi cura dell’altro quando anche lui si prende cura di noi.

Star bene in una storia non significa rendere felice ed appagato solamente l’altro, ma uno scambio reciproco di attenzioni, di dimostrazioni di amore da parte di entrambi i giocatori di una relazione, un prendersi cura vicendevole.

Quindi, se vedete qualche segnale , se il vostro partner si appoggia a voi, se la vostra relazione è malato – terapeuta, scappate a gambe levate. Se non riuscite da sole ed è comprensibile, in quanto questa sindrome, come già detto, racchiude una difficoltà interiore profonda e complessa, chiedete aiuto. E se proprio volete prendervi cura di qualcuno, prendete un cagnolino al canile. Di certo, vi darà molto più amore di quegli uomini irrisolti che si approfittando solamente di voi.

Amarci, prenderci cura di noi stesse e realizzare i nostri bisogni e la nostra felicità è il miglior regalo che possiamo farci, non credete anche voi?

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