Viaggiando ho incontrato un amico, il Piccolo Principe…

piccolo principe…Chi non si è mai sentito chiamare almeno una volta nella vita principe o piccolo principe?

 E quanti non si sono sentiti dei principi almeno una volta nella vita…Io mi sento principe tutto il giorno e sono modesto nell’ ammetterlo, pensate che il mio target di riferimento è …“RE”,non come nota musicale, mancherebbe un invisibile pure pronunciato accento, come spesso mancano accenti o parentesi evidenti che sottolineano l’importanza di alcuni momenti fondamentali della nostra vita, che forse senza di tali istanti o pomeriggi o notti non riusciremmo ad immaginarla. Nella vita solo un numero di volte si ripetono azioni e correlazioni non casuali da modificarci profondamente, molte amicizie nascono da un viaggio vero, immaginario, virtuale, virtuoso, in ogni caso un percorso da dove si decide a volte la partenza ma non si immagina mai la fine.

Ero già partito ormai da diversi mesi, superando con facilità il bivio dal quale non sarei più tornato indietro, il percorso che avrebbe cambiato la mia vita, e più il tempo passava e più non riuscivo a trovare un senso logico a tutto quello che mi stava accadendo. Tutto quello che desideravo di irrazionale sembrava avverarsi ed anche cose che non avevo m…Chi non si è mai sentito chiamare almeno una volta nella vita principe o piccolo principe e quanti non si sono sentiti dei principi almeno una volta nella vita…Io mi sento principe tutto il giorno e sono modesto nell’ ammetterlo, pensate che il mio target di riferimento è …“RE”,non come nota musicale, mancherebbe un invisibile pure pronunciato accento, come spesso mancano accenti o parentesi evidenti che sottolineano l’importanza di alcuni momenti fondamentali della nostra vita, che forse senza di tali istanti o pomeriggi o notti non riusciremmo ad immaginarla. Nella vita solo un numero di volte si ripetono azioni e correlazioni non casuali da modificarci profondamente, molte amicizie nascono da un viaggio vero, immaginario, virtuale, virtuoso, in ogni caso un percorso da dove si decide a volte la partenza ma non si immagina mai la fine.

Ero già partito ormai da diversi mesi, superando con facilità il bivio dal quale non sarei più tornato indietro, il percorso che avrebbe cambiato la mia vita, e più il tempo passava e più non riuscivo a trovare un senso logico a tutto quello che mi stava accadendo. Tutto quello che desideravo di irrazionale sembrava avverarsi ed anche ai preso in considerazione mi attraversavano, ma non passò molto tempo che una domanda mi venne agli occhi: “Quale era il prezzo a tutto ciò…?”

In uno di quei giorni d’inverno dove il mondo è chiuso intorno al proprio cappotto e l’anima sembra riscaldata dalle luci delle vetrine, mi trovai ad intrecciare i passi dei miei piedi con le parole di un’amica del cuore, dolce come il miele ma severa ed attenta come una madre….di colpo lei si bloccò girandosi alla sua destra e mi fece cenno di seguirla all’interno della libreria “Feltrinelli”. Mi lasciò scorrazzare tra le sapienti vie dei libri fino a perderla di vista. Allora cercai subito con naturale indifferenza un libro con pochi colori ed una grafica rigorosa, un po’ da intellettuale con la speranza che quando sarebbe tornata da me mi trovasse immerso nella prefazione del libro di un autore sconosciuto sulla faccia della terra, ma i miei occhi rapiti ed avvolti nella lettura mi avrebbero reso irresistibile (queste sono le tecniche messe a punto con un amico nel manuale del buon conquistatore). Lei arrivò molto silenziosa da dietro col sorriso negli occhi, la mente chissà dove e la mia commedia non ebbe nemmeno mezzo atto per riscuotere un benché minimo cenno di apprezzamento. Usciti dalla Feltrinelli iniziai direttamente dal secondo atto raccontandole tutte le cavolate da intellettuale memorizzate dai biglietti dei baci Perugina, tipo “la morte è un dramma….solo quando nella vita si è fatto un campo di occasioni perdute…..meglio la gallina oggi…..da domani sono a dieta…”e così via sperando di portare sempre più il gioco sotto rete, visto che non colpisco bene da fondo campo; ma i suoi occhi non smettevano di sorridere! Un po’ mi sentivo come dire: “Parla, parla, tanto non concluderò mai la serata con te!!” quando le vedo infilare le mani nella venusta borsa nera e con una ritrazione molto lenta della mano estrarre una carta argentea, che come ne intravedi il colore mi immaginai un invito “esoterico e trascendentale”.

Ma la sua bocca di carnose labbra vocifera: “Non si vede bene che con il cuore; L’essenziale è invisibile agli occhi!!!”Per me fù panico e lusinga, ma improvvisamente la carta finì tra le mie mani. Conteneva un libricino, si, un libro per me….un libricino per bambini “Il piccolo principe” di De Saint-Exupèry….Pensai ad uno scherzo ma le sue labbra con dolcezza aggiunsero: “Piangerai!” Io la guardai con occhi di lince e sorriso da stupido per farle capire che con un Uomo aveva a che fare e lei ribattè : “E’ certo, piangerai!”.

Quella sera persi la concentrazione del giocatore, persi pure tutte le partite, chissà per quale mia fragilità. Pure non convinto partii per quel viaggio, seduto in poltrona con la mano sinistra sul libricino e la destra sul cambio, delle pagine, che iniziarono a ruotare allegre. Gli occhi si aprivano sempre di più e la strada scorreva via tranquilla, ma la bocca alternava sorrisi a stupore, di una lucidità infantile da tempo svanita dalla mente analitica di chi ha dimenticato…..di esser stato un bambino. Un capolavoro visibile in quel libro.

….Il viaggio da poco è finito, forse lo rileggerò nella mia mente ancora altre ventiquattro volte cercando di ritrovare il gusto del bambino che sedeva accanto a me in quel viaggio, non per la mia innata sindrome di Peter Pan, ma perché solo i bambini perdono tempo per una bambola di pezza e lei diventa così importante, che se gli viene tolta, piangono……

Non si può fingere con la propria vita……………..forse domani piove.

Articolo a cura di amiciinaffitto.it. E’ possibile riproporlo non a scopi commerciali e integralmente solo citando la fonte e con un link cliccabile che punti all’articolo originale.

 

 

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