Trappole…cosa sono

  trappoleImparare a capire quali sono le nostre trappole per stare meglio

Come già detto nel post precedente,  "Ritrovarsi....piccoli passi per iniziare a stare bene..introduzione"  le trappole sono dei comportamenti, dei temi autodistruttivi che si originano nell’infanzia e ci portiamo dietro nel corso di tutta la nostra vita proprio perché l’uomo ha l’istinto di cercare la coerenza, l’abitudine, qualcosa di familiare. Da cosa scaturiscono? Uno dei fattori è il temperamento innato di ognuno di noi cioè il modo in cui siamo predisposti a reagire ad ogni evento. Un altro è l’ambiente che ci circonda, in primis la famiglia in cui cresciamo. Crescere con genitori anaffettivi, che litigano sempre, troppo critici nei confronti del proprio bambino o vivere con accanto un genitore malato o depresso contribuisce a far nascere molte delle trappole.

Per un bimbo piccolo il Senso di sicurezza fisica o psicologica è fondamentale...è fondamentale che percepisca il suo ambiente come sicuro ed affidabile, è importante che possa fidarsi. Se questo non avviene accadrà, che in età adulta, finirà nel gettarsi in relazioni autodistruttive o addirittura eviterà qualsiasi tipo di rapporto. Questo a causa del presentarsi due tipi di trappole:

LE TRAPPOLE DELL’ ABBANDONO (Ti prego, non lasciarmi mai): viviamo continuamente con il terrore di essere abbandonati dai nostri familiari o dal nostro partner e di finire col rimanere soli. Proviamo un senso di disagio nel pensare che nostro figlio crescerà e se ne andrà di casa. Nelle relazioni sentimentali ci sentiamo dipendenti dal nostro partner e temiamo di perderlo. Abbiamo la sensazione che se la relazione finisse sprofonderemo in una solitudine tale da procurarci depressione. Allo stesso tempo, però, proprio per ricreare quella situazione a noi talmente familiare che è la trappola stessa, non cercheremo mai partner che ci danno certezza, ma saremo attratti da chi ha un misto di speranza e dubbio, cercheremo chi è già impegnato, chi è ambivalente con noi (un attimo dimostra i suoi sentimenti e l’attimo dopo è distaccato),chi non è costante perché magari lavora fuori o è depresso. Questo perché avere una relazione instabile ci da la certezza di continuare a rivivere l’abbandono che abbiamo vissuto da piccoli, abbandono che ci arreca sicurezza e familiarità.

LE TRAPPOLE DELLA SIDUCIA E ABUSO (Non mi fido di te): ci aspettiamo che gli altri ci facciano del male, che mentano, che ci imbroglino, umilino, ci tradiscano, si approfittino di noi. Ci nascondiamo dietro un muro di sfiducia per proteggerci. Stiamo sempre in guardia. Probabilmente da piccoli abbiamo subito umiliazioni, abusi, insulti, non ci siamo sentiti protetti e, nonostante può capitare che non si abbiano ricordi precisi del passato, si prova un senso di ansia e depressione nei confronti della vita, avendo un basso livello di autostima. Ci sentiamo inadeguati, inferiori agli altri e di conseguenza, proprio per ritrovare l’abitudinarietà da cui tanto siamo attratti, ricerchiamo partner che ci “abusano”, ci mortificano, ci usano.

Oltre alla sicurezza interiore, fondamentale è anche il Rapporto con gli altri. Un bimbo ha la necessità di ricevere amore, attenzione, empatia, rispetto, affetto dalla sua famiglia e dai suoi coetanei. Se questo non accade o, non accade in maniera sufficientemente adeguata, si generano altre due trappole:

LE TRAPPOLE DELLA DEPRIVAZIONE EMOTIVA (Non avrò mai l’amore di cui ho bisogno): è la convinzione che il nostro bisogno di amore non verrà mai soddisfatto dagli altri. Pensiamo che nessuno ci vuole bene o ci comprende. Di conseguenza siamo attratti da persone fredde ed incapaci di dare affetto o ci comportiamo noi in maniera fredda rendendo le nostre relazioni insoddisfacenti. Ci sentiamo traditi alternando rabbia al sentirci soli e feriti. Proviamo un senso di vuoto, come se mancasse qualcosa. E per ricreare le nostre amate abitudini cosa facciamo? Ricerchiamo partner freddi ed incapaci di dare amore o poniamo fine ad una relazione nel momento in cui diventa stabile. A volte diventiamo narcisisti, esigenti, assumendo un atteggiamento ostile, vogliamo tutto ciò che è materiale per ovviare alla mancanza di affetto, affetto che pretendiamo ma molto spesso non siamo capaci di chiederlo.

LE TRAPPOLE DELL’ ESCLUSIONE SOCIALE (Non riesco ad inserirmi): senso di isolamento da un gruppo o dal resto del mondo, ci sentiamo diversi. Probabilmente da bimbi eravamo esclusi o emarginati dai nostri coetanei o eravamo passivi facendo ciò che gli altri si aspettavano da noi senza sviluppare i nostri reali interessi. Da grandi evitiamo di uscire in compagnia di molte persone e di fare nuove amicizie. Sentendoci esclusi, ci sentiamo socialmente indesiderabili, brutti, non adeguati . Molto spesso non capita nei rapporti a due, ma quando entrano in gioco più persone come in riunioni, feste, tendendo a stare in disparte quando ci si sente non a proprio agio e non riuscendo ad essere se stessi  ma fingendo di essere come gli altri per avere approvazione. Non accettando aspetti della propria personalità o fisicità, evitiamo situazioni come parlare in pubblico ecc. Capita spesso di ricercare partner che sono il nostro opposto, che sono estroversi, conosciuti e ben integrati con il rischio di diventarne dipendenti. Nel lavoro ricerchiamo ambiti in cui non dobbiamo esprimerci e prediligiamo lavori solitari, informatici o da casa con la limitazione di non esprimere appieno il nostro potenziale.

Da bambini è anche fondamentale che i propri genitori incoraggino l’ Autonomia, il distaccarsi dalla famiglia privilegiando la creazione di una propria identità personale. Quando i genitori non insegnano ai propri figli a cavarsela da soli ma fanno tutto al loro posto, sorgono altre due tipi di trappole:

LE TRAPPOLE DELLA DIPENDENZA (Non posso farcela da solo): ci sentiamo incapaci di affrontare da soli qualsiasi cosa, qualsiasi attività quotidiana senza un sostegno da parte degli altri a causa del fatto che da piccoli, quando cercavamo di essere autonomi, ci hanno fatto sentire incompetenti o i nostri genitori erano iperprotettivi, ci soffocavano non dandoci il sostegno e la libertà per diventare autosufficienti. La vita sembra opprimente provando un’ enorme fatica nell’ assolvere le responsabilità richieste dall' essere adulti. Quando si deve prendere una decisione corriamo alla ricerca di un consiglio, cambiamo idea mille volte sentendoci sfiniti e confusi e quando infine la prendiamo cerchiamo approvazione, siamo terrorizzati dal cambiamento. Cerchiamo quindi figure competenti alle quali appoggiarci, dipendere e consentiamo loro di gestire ed appropriarsi della nostra vita, sottomettendoci a loro. Cerchiamo sicurezza ma allo stesso tempo proviamo rabbia verso chi ce la fornisce perché ci sentiamo intrappolati in questo dipendere da qualcun altro. Proviamo ansia, a volte anche panico. Non prendiamo iniziative in ogni campo non riuscendo a raggiungere una crescita personale e professionale.

LE TRAPPOLE DELLA VULNERABILITA’ (Qualcosa di terribile potrebbere accadere da un momento all’altro): viviamo nel terrore che da un momento all’altro possa accadere qualcosa di terribile: una calamità, una malattia ecc. Non ci sentiamo al sicuro. Da bambini ci hanno cresciuto inculcandoci la convinzione che il mondo sia pericoloso ed i nostri genitori sono stati iperprotettivi. Siamo ipocondriaci preoccupandoci ossessivamente della nostra salute, avendo attacchi di panico. Temiamo che qualcuno possa aggredirci o abbiamo paura di volare o temiamo di cadere in povertà, saltiamo subito alla conclusione più negativa sentendoci impotenti ed incapaci di affrontare la situazione, il che ci rende statici e rende non attuabile qualsiasi cambiamento e miglioramento della nostra vita.

I bimbi devono sviluppare una buona dose di Autostima, ma quando hanno genitori che criticano o puniscono troppo , se ad esempio preferiscono l' altro fratello o  sorella o se i bambini si sentono rifiutati dai loro coetanei, se si sentono non degni di amore perché non eccellenti nello sport o a scuola ecco che nascono altre due tipi di trappole:

LE TRAPPOLE DELL’ INADEGUATEZZA (Non valgo nulla): pensiamo che in noi ci sia qualcosa che non va e proviamo vergogna. Temiamo che se qualcuno ci conoscesse davvero scapperebbe a gambe levate. Abbiamo paura dell’ amore perché non crediamo che chi ci sta vicino ci possa apprezzare aspettandoci di venir respinti. Per fronteggiare tutto questo a volte si evitano relazioni a lungo termine o relazioni in genere in modo da avere la certezza che nessuno impari a conoscerci davvero. O si tende a scegliere partner che non desiderano approfondire il legame con noi. Si ha attrazione verso chi ci critica e rifiuta perché rafforza la familiarità della nostra trappola interiore ed il nostro senso di inadeguatezza. Abbiamo difficoltà a sopportare le critiche, siamo ipersensibili ma ci annoiano con le persone che ci trattano bene.

LE TRAPPOLE DEL FALLIMENTO (Mi sento un fallito): Siamo convinti di essere inadeguati in ambiti come il lavoro, lo sport, la scuola, la vita sociale. Da bambini ci facevano sentire inferiori paragonandoci ai nostri coetanei. Sentendoci inferiori fuggiamo dalle situazioni evitando si sviluppare abilità, nuove situazioni, di assumerci responsabilità, di inseguire i nostri sogni e le nostre aspirazioni sentendoci depressi. Nel lavoro scegliamo professsioni al di sotto delle nostre reali capacità, non prendiamo l’ iniziativa, compensiamo la mancanza di successo esagerando la cura per l’ aspetto. Cerchiamo partner di successo proprio per sfuggire alle sfide personali che dovremmo compiere per non sentirci più dei falliti.

I bambini devono sviluppare anche l’ Espressione di sé, la libertà di essere se stessi ed esprimere la loro personalità, i loro bisogni e sentimenti compresa la rabbia, le loro inclinazioni naturali. Molto spesso questo non accade ed ecco l’insorgere di altre due trappole:

LE TRAPPOLE DELLA SOTTOMISSIONE (Faccio sempre come vuoi tu): sacrifichiamo i nostri bisogni e desideri per far piacere agli altri. Ci lasciamo dominare a causa del senso di colpa che proviamo temendo di ferire gli altri o per paura di essere abbandonati. Instauriamo relazioni con persone dominanti, che amano comandare, sottomettendoci a loro o cerchiamo persone che sono in situazioni di bisogno stile “crocerossina”, persone però troppo fragili per contraccambiarci. Tutto questo ci allontana dalla comprensione di chi siamo e ciò che vogliamo per noi stessi abbassando il nostro livello di autostima. Pensiamo di dover dare ma di non aver il diritto di ricevere.

LE TRAPPOLE DEGLI STANDARD SEVERI (Niente va mai bene abbastanza): da bambini gli altri si aspettavano che fossimo sempre i primi, ciò che facevamo non era mai abbastanza. Son talmente alte le pretese che riversiamo su noi stessi, da non concederci mai un attimo di tregua. Diamo un’ eccessiva importanza a status, denaro, successo, bellezza, approvazione sociale a discapito della nostra felicità, del piacere, della nostra salute e di relazioni soddisfacenti. Ci sentiamo continuamente sotto pressione senza mai riuscire a rilassarci e goderci la vita. A volte si è addirittura compulsivi dovendo tenere tutto sempre sotto controllo e si entra in crisi o ci si sente frustrati quando le cose non sono perfette. Non ci sentiamo mai abbastanza bravi, qualsiasi cosa facciamo, siamo carichi di stress, non ci rilassiamo e divertiamo mai. Trascuriamo così i nostri partner o familiari o gli amici, perdendo la consapevolezza del nostro sé.

Ai bambini devono infine essere posti dei Limiti reali. Se i genitori sono troppo indulgenti e permissivi , se ricompensano i bimbi ogni volta che fanno i capricci per ottenere qualcosa, se tollerano la loro rabbia senza porre loro dei limiti, viziandoli, senza mai insegnare loro la necessità della reciprocità cioè di comprendere gli altri ed i loro bisogni, senza insegnare né la disciplina né l’autocontrollo, ecco l’insorgere dell’ultima trappola, la più ostica, quella che può letteralmente rovinare la vita di una persona:

LE TRAPPOLE DELLE PRETESE (Posso avere tutto quello che voglio): ci sentiamo degli esseri speciali, crediamo di poter fare o dire o ottenere tutto ciò che vogliamo arrabbiandoci se questo non avviene e facendo i capricci come quando eravamo piccoli. Vogliamo comandare avendo delle pretese. Quando qualcuno non si prende cura di noi ci sentiamo delle vittime in quanto noi abbiamo bisogno di aiuto e gli altri devono darcelo. Siamo impulsivi, non teniamo conto delle conseguenze. Non abbiamo autocontrollo e disciplina e a volte si manifestano dipendenze da fumo, alcol o disturbi alimentari o del comportamento. Non riusciamo a farci un esame di coscienza.

Credo che ognuno di noi possa riscontrarsi in ognuna o più trappole. La presa di coscienza di ciò che scaturisce la ciclicità dei nostri comportamenti o il nostro malessere porta al cambiamento e ad un  miglioramento di se stessi. Nel prossimo post Cambiare.Sconfiggere le nostre trappole.L'ultimo passo vi indicherò le strategie per cercare, a poco a poco, di migliorare e superare le proprie trappole.

E tu? Che trappole hai? Sei riuscito a sconfiggerle? In quale ti immedesimi di più?  Se vuoi lasciare un commento a questo articolo (mi farebbe molto piacere) o porre una domanda pubblica commenta in fondo alla pagina. Grazie!

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Comments

  1. gianluca says

    bravissima Ale so benissimo di cosa parli…. non sono molto bravo nel scrivere… ma so benissimo che avere dei genitori che ti danno tranquillità e serenità ti aiuta tantissimo… per avere una crescità migliore in tutti gli aspetti… io ho tanti bambini che seguo ma credo che si vedono subito quelli che hanno dei genitori bravi e quelli meno, questo non vuol dire che si fa una colpa al genitore… ma solo che delle volte basta essere meno egoisti e pensare un po più ai figli e meno a se stessi po portare dei bellissimi benifici ad entrambi… ciao

    • says

      Purtroppo non esiste il manuale del buon genitore! Certo però è che un genitore in pace con se stesso, felice e sereno, trasmette tutto questo a suo figlio. I bambini sono molto più empatici di ciò che pensiamo, avvertono subito gli stati d’animo dei propri genitori. Per farli crescere sereni occorre donar loro fiducia, autostima, occorre far seguir loro le proprie passioni e tanto altro ancora. Credo, comunque, che ogni persona che abbia la volontà di guardarsi dentro, abbia anche la capacità di essere un buon genitore, così come un buon partner o un buon amico.

  2. Gianluca says

    i bambini hanno tanti genitori… in primis i suoi…. poi i nonni chi ha la fortuna di conoscerli e di poterli godere… poi ci sono dei zii magari speciali…. e dei insegnati…. sia di scuola che di sport che sono come genitori… che loro prendono per esempio e magari possiamo aiutarli a essere bambini migliori…. sicuramente se tutte queste persone che stanno nella loro orbita sono positive il bimbo è molto facilitato

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