Aborto – Giorno 2: domani è il giorno che ucciderò mio figlio!

abortoGiorno 2: Domani è il giorno stabilito  per l' Aborto.

"Domani sarà il giorno in cui ucciderò mio figlio o quello che ne è di lui."  Queste parole mi tartassavano la testa ed urlavano nelle mie tempie.

Ero confusa e, allo stesso tempo, arrabbiata di esserlo. Sono sempre stata una ragazza risoluta, decisa, una di quelle che sanno cosa vogliono e, con tenacia, ottengono qualsiasi risultato e raggiungono qualsiasi traguardo. Eppure non sapevo proprio cosa fare.

Osservavo il mio ragazzo ed il notare in lui una pace immensa mi sbalordiva. "Come fanno gli uomini ad avere questo alone di menefreghismo anche di fronte a situazioni di un’entità così gravosa?  Di fronte ad azioni e scelte talmente importanti da avere il potere di cambiarti la vita per sempre?"

E mia madre? Vogliamo parlare di mia madre? Per lei contava solo che io potessi laurearmi, non faceva che rinfacciarmi il denaro speso per farmi frequentare l’università ad Urbino. "Un bambino proprio non ci voleva! Non riuscirai a crescere un bimbo" -  ripeteva -  "tu che pensi solo ad uscire, divertirti, comprarti abiti". Mi invitava, implorava, obbligava ad andare all’appuntamento per l’aborto.

Come darle torto in fondo! Io ero realmente come lei mi delineava! Ero una ragazzina con la testa sulle nuvole. Pensate che solo qualche anno prima avevo tentato un approccio con la vendemmia durato ben un' ora prima di telefonare a mio padre per farmi venire a prendere. Troppa fatica!

E’ vero, non sarei mai riuscita ad assumermi tutte le responsabilità che una mamma deve farsi carico. Ma poi, quali sono questi doveri? Non ne avevo la più pallida idea! Non ero io quella che fino ad una settimana fa si riteneva di un’altra parrocchia in confronto a quelle ragazze che desideravano cosi tanto un figlio? Io e l’istinto materno eravamo agli antipodi.

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Paura di amare: i rimedi per chi soffre di Filofobia

paura

Broken heart

Per chi ha paura di amare perché teme di soffrire di nuovo, ecco i rimedi.

Nel precedente articolo abbiamo preso coscienza di come l’ apparenza non sempre denota realtà, di come la paura di amare possa rendere inermi ed incapaci di vivere.

A chi non è mai capitato di instaurare bellissime ed appassionanti relazioni con persone che, dall’ oggi al domani, senza alcuna apparente spiegazione, fanno un passo indietro non volendo concretizzare il rapporto e renderlo stabile?

Dietro questo comportamento si cela, di frequente, la paura di amare, una vera e propria patologia denominata Filofobia o Philofobia.

Nell'articolo Filofobia: la paura di amare abbiamo descritto i sintomi di questa patologia e le cause, comprendendone a fondo le manifestazioni.

Ma il non arrendersi presuppone il trovare una soluzione ad ogni cosa ed anche questa patologia può essere raggirata.

Naturalmente chi si trova o si è trovato ad avere un partner filofobico, avrà sofferto molto nel vedere l’ oggetto dei propri desideri fuggire nel momento in cui avrebbe dovuto impegnarsi ancora di più nel rapporto.

Ma questo sito è l’emblema del non arrendersi mai. Ecco, quindi, alcuni piccoli rimedi per cercare di star bene e salvare il rapporto.

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Gelosia…cosa è e perché si prova

gelosiaQuali sono le sfaccettature della gelosia?

Esiste una gelosia sana ed una patologica?

Nel precedente articolo  Il mio partner non accetta che abbia un migliore amico  si discuteva l’enorme difficoltà che un individuo riscontra nell’accettare ed approvare anche solamente l’idea che il proprio partner abbia un amico del sesso opposto.

Ma perché questo avviene? Perché non si riesce ad accettare questa amicizia?

Il problema è la gelosia, un sentimento che si manifesta in molteplice situazioni, anche semplicemente nelle amicizie, ma che è molto più manifesto nelle relazioni affettive.

Cosa si intende con il termine gelosia?

Treccani definisce la gelosia come uno "stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, senza giustificato motivo, teme che la persona amata gli sia insidiata da un rivale". Differentemente, l’invidia, è il sentimento di chi desidera una cosa posseduta da un altro, senza che in questa rivalità sia coinvolta una terza persona.

In ambito psicoanalitico, la gelosia è essa stessa una pulsione, vale a dire  una eccitazione interna inconscia alla quale non ci si può sottrarre ed ha origine nel noto "Complesso Edipico" considerato da Freud una tappa fondamentale dello sviluppo di ogni bambino che altro non è che il sentimento di rivalità vissuto dal bambino nei confronti del padre, con il quale ci si contende l’amore esclusivo della madre.

Ma, parlando in parole semplici, la gelosia è semplicemente un sentimento provocato dalla paura di perdere qualcosa o qualcuno a cui si tiene molto. Un sentimento talmente forte da generare, quando diventa patologica, azioni folli e disperate, tanto il timore di essere abbandonati da chi si crede di amare.

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Donne…basta avere accanto uomini con un solo neurone

donneCosa accade alle donne alle prese con uomini con si spera, almeno un neurone?

Altro ragazzo. Altra storia. …almeno così sembrava all’inizio.

Ma come è possibile che le persone, dopo anche solo poco tempo, cambiano? Saranno loro che mutano o noi donne che ci ritroviamo sempre a scegliere individui similari? Possibile che non lo capiamo all’inizio? Cosa agli arbori della nostra conoscenza ci permettere di prendere un simile abbaglio?

Quesito non semplice, ma avviene: all’inizio pensi di aver incontrato l’uomo dei tuoi sogni, totalmente differente dal precedente, da colui che tanto ti ha fatto soffrire e poi, dopo anche solo pochi mesi, ti ritrovi a discutere e cercare di far capire alla persona che credevi fosse opposta nel carattere e nei valori al precedente, le stesse identiche cose.

Con il trascorrere dei giorni, dei mesi, la certezza  lascia il posto alla consapevolezza di non avere un futuro.

Si può cercare di far comprendere per ore e giorni ad una persona dei valori, dei concetti ed ideali talmente basilari da sentirsi tra lo stupido e lo sfiduciato al solo tentativo di doverli ancora una volta spiegare?

Come può al mondo esserci qualcuno che crede nel destino, nella fata turchina che con la sua bacchetta magica fa avverare tutto ciò che desideriamo?

Ma soprattutto….è bello e rassicurante credere nei sogni, ma come può un adulto giustificare il suo non agire, il non impegnarsi con la convinzione che prima o poi il fato o magari un folletto, scoccando le dita, gli regalerà un sacco carico di sterline d’oro?

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