Il Principe Azzurro del XXI secolo…il cane

Il Principe Azzurro delle fiabe esiste ancora? ... forse si!

E poi ci sono quei giorni in cui ti chiedi….ma quando avevi i boccoli, la bocca a forma di cuore, il tuo adorato orsetto di peluche inseparabile nell’ età dell’innocenza e la tua adorata mammina ti leggeva le favole incentrate su principesse alte, bionde, dal fisico scultoreo come le top model più ricercate e senza neanche un cenno di cellulite in nessun angolo del corpo.

Principesse dalle unghie sempre e perennemente perfette, senza il minimo accenno di una ruga o l’ombra di un’ occhiaia. Principesse completamente non consce del significato della parola stress e senza nessun evidente segno del tempo nel loro viso e quel sorriso a 2000 denti stampato sul volto che incorniciava una dentatura bianca come la vernice appena posata su un muro.

Queste giovani e splendide muse che trascorrevano la giornata salterellando in ogni dove senza fare letteralmente nulla  e senza avere un minimo pensiero e neanche l’accenno di una preoccupazione, come oggi possono permettersi sono le casalinghe mogli di ricconi benestanti.

Queste auree principesse il cui unico scopo era incontrare per caso (e azz lo incontravano davvero…che poi ancora devo capire come riuscivano a rendere statisticamente fattibile una probabilità impossibile) quell’ aureo principe azzurro sempre e solo biondo, anche lui un modello e che, di certo era maleodorante, ma era vestito sempre di quell’ unico abito color azzurro cavalcando quel lindo ed immortale cavallo bianco. Un principe probabilmente nordico dati i capelli sempre biondi e gli occhi sempre azzurri.

Quel magnifico castello, immancabile nello sfondo di un libro di fiabe, simbolo di pace, di ricchezza avuta in chissà quale modo ma avuta, forse da una vincita a quello che all’epoca poteva essere una sorta di superenalotto. Castello che provocava in noi, ingenue bimbe dai boccoli e dalle labbra a cuore, una tale suggestione da farci stringere forte forte il nostro orsacchiotto di peluche e farci credere nella semplicità del mondo invitando la nostra creatività a fare voli pindalici immaginando di essere come loro, sognando di poter diventare chissà chi, anche i personaggi più assurdi ed improbabili.

Ma arriviamo al dunque…perché le nostre care mammine ci raccontavano di castelli incantati, principi e principesse, del c’era una volta e del vissero felici e contenti?

Perché queste care mammine, invece di leggerci tutte queste fiabe surreali, non ci narravano che in realtà la principessa del XXI secolo sarebbe diventata una sguattera credendo che la parità femminile potesse avvantaggiarla, stracolma di cellulite, con mille occhiaie e 10 kg in sovrappeso a causa dello stress, con l’incarnato cupo dalle 8000 sigarette fumate per avere almeno un vizio in questo mondo complicato, e con un’ assenza di depilazione e cura personale talmente prolungata che se poco poco, per quell’ ipotetico caso che la statistica delle probabilità quota 1 a 100 milioni, avesse intravisto il nordico principe azzurro, avrebbe impiegato ore e giorni prima di poterlo incontrare? Ed è chiaro che, data la tenacia del maschio moderno, non l’avrebbe mai più trovato neanche su “Chi l’ha visto?”.

Perché, invece di illuderci, la nostra cara mammina non ci istruiva nello stare in guarda e non ci invitava a seguire corsi di criminologia ed innumerevoli esercitazioni ad “Indovina chi?” in modo da riuscire all’ istante a smascherare l’uomo moderno? Uomo che dopo anni ed anni impiegati ad esercitarsi seguendo alla lettera il manuale del perfetto principe azzurro, avendone acquisito modi e  fattezze, trascorsi 2/3 mesi dal primo incontro si tramuta nell’ irrisolto uomo del XXI secolo.

Ve lo dico io….il motivo è uno solo…perché i bimbi devono avere il lusso di sognare… almeno fino a quando non hanno l’ esigenza di tenere con sé l’orsetto di peluche.

Ma non disperate, principesse del XXI secolo, se ancora non avete localizzato su google maps la posizione del vostro principe azzurro, un rimedio c’è.

In principio Dio ha creato le donne. Successivamente Dio ha creato gli uomini irrisolti… e poi, per ovviare all’errore commesso,  Dio ha creato i cani che, non si sa come, sembrano davvero la reincarnazione del principe azzurro delle fiabe patinate. Non avranno castelli regali ma di certo, sono stracolmi di ricchezza interiore e sono pronti a donartela senza pretendere nulla in cambio.

 

 

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Articolo a cura di Teo I’m cool, un altro nostro sito. E' possibile leggere l'articolo originale  e molto altro cliccando qui. 

Viaggiando ho incontrato un amico, il Piccolo Principe…

piccolo principe…Chi non si è mai sentito chiamare almeno una volta nella vita principe o piccolo principe?

 E quanti non si sono sentiti dei principi almeno una volta nella vita…Io mi sento principe tutto il giorno e sono modesto nell’ ammetterlo, pensate che il mio target di riferimento è …“RE”,non come nota musicale, mancherebbe un invisibile pure pronunciato accento, come spesso mancano accenti o parentesi evidenti che sottolineano l’importanza di alcuni momenti fondamentali della nostra vita, che forse senza di tali istanti o pomeriggi o notti non riusciremmo ad immaginarla. Nella vita solo un numero di volte si ripetono azioni e correlazioni non casuali da modificarci profondamente, molte amicizie nascono da un viaggio vero, immaginario, virtuale, virtuoso, in ogni caso un percorso da dove si decide a volte la partenza ma non si immagina mai la fine.

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