Scuola: come aiutare il nostro bambino

scuolaEsiste forse un manuale del buon genitore circa il corretto approccio del proprio figlio con la scuola ?

Magari esistesse! Ci eviteremo enormi ansie, preoccupazioni e domande su quale atteggiamento sia più giusto e quale sia il più propedeutico ad una crescita interiore del nostro bambino che lo porti ad un proficuo andamento a scuola.

Se siamo genitori riflessivi e capaci di metterci in discussione, già questo è un buon rimedio per la crescita di nostro figlio e molto spesso anche della nostra.

Ci son genitori, probabilmente per retaggi passati, che credono di esser sempre dalla parte della ragione, che credono di aver sempre le risposte corrette ed il cui dire e fare non ammettono critiche.

Probabilmente son quei genitori che hanno atteggiamenti autoritari con i loro bimbi, ai quali insegnano verità assolute e stili di vita adeguati a quello che loro ritengono essere il comportamento perfetto. “Devi andare bene a scuola; Guarda Marco che voto ha preso! E’ migliore di te!” A mio avviso peccano su un particolare….ogni bambino ha un’ indole ed una personalità diversa e, crescendo, attitudini diverse che bisogna ascoltare ed incoraggiare per renderlo un individuo responsabile e sicuro di sé. Ogni bambino reagisce in maniera differente rispetto a stimoli, a situazioni…alcuni sono maggiormente capaci di esternare ciò che sentono, di sfogarsi, di raccontare e raccontarsi; alcuni bimbi tornando da scuola, ti fanno sedere e spontaneamente raccontano di insegnanti, compiti, compagni di scuola, descrivono sensazioni e stati d’animo. Altri bimbi non riescono e si tengono tutto dentro per poi, chissà quando, scoppiare in reazioni inimmaginabili per il genitore non attento alla loro interiorità.

E allora? Cosa, noi poveri genitori, spesso presi e confusi dalla odierna difficoltà del nostro vivere, possiamo fare?

Di certo un aiuto può derivare dal prendere coscienza di nozioni base che non si dovrebbero mai dimenticare iniziando dall’approccio scolastico che racchiude molte delle preoccupazioni del genitore del bimbo che in esso incontra difficoltà:

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  1. Ricordiamoci che un bimbo che frequenta la scuola elementare ha un’attenzione completamente diversa da uno più grande. Intorno ai 7 anni il bimbo perde attenzione distraendosi dopo circa 15 minuti. E’ inutile, quindi, costringerlo a studiare troppo a lungo, non porterà ad alcun risultato. E’ consigliabile fargli fare molte pause o cambiare materia di studio in modo da richiamare la sua attenzione.
  2. Coinvolgiamolo, trascorriamo del tempo con lui, giochiamo con lui. Un interessante gioco per allenare la sua mente divertendolo sono le carte, la dama, gli scacchi.
  3. Designare per i compiti uno spazio tranquillo e sereno che eviti distrazioni. Niente compiti di scuola con la tv o la radio accesa.
  4. Non sostituirci a lui nello svolgere gli esercizi o, in generale, i suoi compiti ma aiutarlo mostrandogli un metodo di studio efficace, che lo aiuti a memorizzare valorizzando gli spazi, gli schemi se ha una memoria visiva ecc…
  5. Allontanarlo da persone, ad esempio i nonni, che, se sono particolarmente ansiosi, gli potrebbero addossare un carico di ansie ed aspettative troppo elevato che potrebbe, con il passare del tempo, renderlo non fiducioso in se stesso. Al contrario, incoraggiare il bambino, non giudicare gli errori, non denigrarlo, fargli capire che siamo molto fiduciosi sulle sue capacità e che siamo certi della sua riuscita.

 Purtroppo non esiste il manuale del buon genitore, magari esistesse, o forse è solo questione di mettersi in discussione e procedere per consapevoli tentativi.

Vi assicuro che in questa maniera, stabilendo empatia con vostro figlio, ascoltandolo, comprendendolo e facendolo sentire stimato, resterete meravigliati dei passi da gigante che otterrete, anche nella scuola.

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