Nonna…a te che hai percepito l’ inizio del mio tutto.

nonnaIl punto zero. Il punto in cui tutto iniziò. Il momento che ha cambiato le vite di una nonna e di una ragazzina tra passato, presente e futuro.

C’era una volta una grande donna, una di quelle che lasciano il segno nel cuore e nell’animo di chi ha l’onore di incrociarle nel cammino dei propri passi.

Una di quelle che, alla veneranda età di 84 anni, accompagnava la nipote ventenne ad Urbino, all’Università, non prima di mettersi il foulard delle grande occasioni ed il suo immancabile rossetto rosso. Rossetto che la caratterizzava in ogni occasione, anche la più banale, come l’andare fuori a portar via la spazzatura. “Non si sa mai chi si può incontrare e cosa ci riserva il destino anche nelle circostanze più impensabili” proferiva! Come darle torto, direi!

Durante questi viaggi, non mancava occasione di abbordare in ogni locale o in giro per strada, passanti o baristi ponendo loro la consueta domanda: ”Hai notato quanto è bella mia nipote? Tu sei single?” Immancabilmente la reazione della nipote era di trovare nell’ immediato un posticino per nascondersi o il fingere di non conoscerla, ma alla temeraria nonnina non importava!

Una donna dal temperamento romagnolo, caratteristico delle sue origini, la cui solarità e gioia di vivere contagiavano chiunque la incontrasse.

Una donna forte, capace di far tutto e compiere qualsiasi azione in solitaria. Si, è vero, aveva avuto qualche difficoltà con il passaggio dalla lira all’euro, ma se l’era cavata egregiamente!

Quel tipo di donna che neanche il cancro o la radioterapia riescono a toglierle il sorriso.

E poi c’era una ragazzina. Una di quelle teste matte all’apparenza, ma con un animo, un' intelligenza ed una sensibilità fuori dal comune. La sua bellezza ed i suoi risultati scolastici erano l’orgoglio della nonna che non faceva che elogiarla con le amiche di carte e le ripeteva sempre: “Una come te non può che lavorare in banca e trovare un ragazzo benestante” Preciso che in quei tempi il lavoro in banca era considerato il top da un punto di vista economico e di certezza futura.

nonna

Ma questa ragazzina era impulsiva, emozionale e, una delle sue tante peripezie, fu quella di innamorarsi di un ragazzo molto più grande di lei e che per giunta faceva l’operaio.

Che lotta che le fece la nonna, una lotta quotidiana con tanto di lavaggio del cervello e di organizzazione di incontri, a dir suo casuali, con ragazzi benestanti, ma era talmente enorme il bene che voleva a questa nipotina, che ogni volta che lei correva a casa sua e le si sedeva sulle gambe, cedeva e le ripeteva “Ti voglio bene rosiccio!” Naturalmente il risultato era che la nipotina otteneva tutto ciò che voleva, tra cui l’amore incondizionato di sua nonna.

Purtroppo, come ogni favola, le cose prima o poi si evolvono e non sempre si ha il lieto fine.

Le metastasi procedettero velocemente e questa meravigliosa nonnina non stette più bene come prima. Un giorno la ragazzina ricevette una telefonata mentre era a lezione ad Urbino. Era sua madre che la implorava di tornare subito a casa in quanto avevano ricoverato la nonna in fin di vita. La ragazzina ebbe solo il tempo di salutarla, di abbracciarla e piangere insieme a lei (le prime lacrime che vide sul volto della nonna) la quale se ne andò durante la notte. Se ne andò come visse, senza dar disturbo a nessuno, temeraria, con il sorriso, serena ed in pace.

Ma quello che seppe la ragazzina il giorno dopo la morte della nonna fu la prova che questa meravigliosa donna non era una nonna comune.

Quando tutti i familiari tornarono a casa, la ragazzina venne chiamata da sua madre. Quest’ultima la invitò a sedersi e, con le lacrime agli occhi, le disse: Sai, ieri, quando tua nonna era ancora cosciente, mi ha detto una cosa strana. Lì per lì pensavo vaneggiasse. Accade spesso alle persone prima di morire, ma in realtà era così cosciente dal dover ricredermi subito ed avere la certezza della sua lucidità. Disse queste parole: “Di al mio amore, al mio rosiccio, che la adorerò sempre. Dille di non piangere, io non la abbandonerò mai e starò sempre con lei, accanto a lei in ogni istante della sua vita! Le terrò la mano quando si sposerà, quando diventerà una donna, quando sarà triste e delusa, sempre! Dille che deve lasciare il ragazzo con cui sta da tre mesi in quanto non va bene per lei e la farà soffrire molto, dille che è incinta e deve assolutamente tenersi questo bambino anche se tutti le remeranno contro!”

Quella nonnina era Mia Nonna, il mio angelo…..quella ragazzina ero io.

E questo è il punto zero, il momento in cui iniziò la mia storia, l’ inizio del tutto.

Morale: mai sottovalutare le parole di una nonna, alcune persone hanno doni particolari e percezioni che solo con il tempo si riescono a comprendere.

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