Cambiare. Sconfiggere le nostre trappole…l’ultimo passo

 cambiareVolete fare l'ultimo passettino per cambiare il vostro status ed essere finalmente felici?

Ora siete coscienti e, se avete letto i post precedenti, Ritrovarsi...piccoli passi per iniziare a stare beneTrappole...cosa sono sapete quali sono le vostre trappole. Di certo ognuno di noi riconosce il proprio essere e la propria vita in più di una trappola. Purtroppo esse influenzano i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri sentimenti, il nostro stile di vita nell’arco di tutta la nostra esistenza a meno che non siamo pronti a prenderne coscienza e vogliamo attivamente cambiare qualcosa.

Ma se state leggendo questo post, l’ultimo dei tre che vi scrivo per aiutarvi ad attuare il vostro mutamento, siete già sulla strada giusta, avete già deciso che è arrivato il momento di cambiare e migliorare qualcosa in voi stessi e nella vostra vita.

Ecco quindi elencate tre tipi di difese o reazioni che normalmente inneschiamo nei confronti delle nostre trappole:

la RESA: distorciamo la realtà e la visione delle situazioni in modo da confermare e rinforzare la trappola stessa proprio per quell’innato desiderio di abitudinarietà e di certezze di cui tanto abbiamo parlato. Abbiamo la necessità di ricreare ambienti e situazioni in cui siamo cresciuti, anche se sono stati e saranno deleteri per noi, per il nostro benessere, la nostra soddisfazione interiore e la nostra propensione a cambiare.

La FUGA: evitiamo di pensare alla nostra trappola, allontanandola dalla nostra mente ad esempio abusando di droghe, alcolici, fumando, abusando del cibo, diventando maniaci dell’ordine o evitando situazioni che potrebbero ricrearla. Così facendo pensiamo di diventarne immuni e di non soffrire più. Fuggendo, però, non guariremo mai dalla trappola. Fuggendo dalla verità rimarremo sempre in una condizione di stallo, di non fare e di non cambiamento. Se non riconosciamo l’esistenza di un problema, non faremo mai niente per risolverlo ripetendo compulsivamente l’atteggiamento autolesionistico che con il tempo ci distruggerà.

Il CONTRATTACCO : convinciamo noi stessi e gli altri che è vero il contrario. Assumendo un’immagine di facciata, pensiamo e agiamo come se fossimo perfetti, felicissimi e infallibili. Cerchiamo di ottenere il plauso del pubblico, degli amici, mascherando i nostri difetti per timore di essere scoperti e denigrati. Tutto ciò ci si ritorce contro perché rimaniamo soli in quanto il desiderio di apparire e di primeggiare è talmente forte da non preoccuparci di ferire le persone con il nostro comportamento. Non avremo mai relazioni realmente intime, legami profondi e di fiducia perché temiamo di divenire vulnerabili. Quando poi la corazza si incrina ci sentiremo a pezzi, come se il mondo fosse caduto e ritorneranno i sentimenti di inadeguatezza, deprivazione emotiva, esclusione propri delle nostre trappole.

E’ quindi necessario non nascondersi, ma lottare, imparare a volersi bene, a vivere appieno sconfiggendo, una alla volta, le nostre trappole e lo si può fare solo volendo, con tutto se stessi, iniziare ad attuare un Cambiamento, iniziare a CAMBIARE.

Attenzione però, cambiare significa essere disposti a soffrire ed essere costanti. Credo che nessuno sia riuscito a raggiungere qualsiasi obbiettivo prefissato all’improvviso, con il semplice scoccare delle dita. C’è chi pensa che la soluzione alla propria esistenza sia vincere il superenalotto. A parte i principi statistici secondo i quali la possibilità di azzeccare la sestina è 1 su 622.614.630, mi chiedo quale meccanismo scaturisca in un individuo il pensiero di affidare tutta la sua vita al caso piuttosto che alle proprie capacità e alla propria volontà. Credo ci sia alla base una trappola, una sfiducia enorme nelle proprie capacità, tale da non permettere di agire ma piuttosto di arrendersi e fuggire da se stesso.

Questo individuo e, probabilmente la maggior parte di noi, dovremmo solo fare questo:

1 - Iniziare a riconoscerci, comprendere le proprie trappole, dar loro un nome e prenderne consapevolezza.

2 – Sentire la propria trappola ricordando la propria infanzia. Chiudiamo gli occhi. Lasciamo riaffiorare le immagini ed entriamo in ognuna di loro. Farà male perché rievocherà il bambino interiore che eravamo. In tutto questo tempo lui è rimasto celato e congelato dentro di noi…parliamoci; vogliamo che lui guarisca.

3 – Attaccare la nostra trappola a livello razionale; dimostriamo che è infondata e che può cambiare, elenchiamo tutte le prove a favore e contro di essa (ad es. se ci sentiamo indesiderabili elenchiamo in cosa lo siamo realmente o se è solo una convinzione che ci deriva da quando eravamo bambini). Se poi riteniamo che la trappola sia reale, interroghiamoci sul come potremmo modificarla e cambiarla.

4 – Far esprimere il nostro bambino interiore, è rimasto bloccato per tanto tempo. Diciamo ciò che non siamo mai riusciti a dire, scriviamo una lettera, se necessario, a chi ci ha fatto del male; esprimiamo la rabbia ed il dolore che ci siamo tenuti dentro per tutti questi anni.

A questo punto scegliamo una trappola con cui cominciare il nostro lavoro; scegliamo quella che condiziona maggiormente la nostra vita attuale, che ci rende impotenti e statici di fronte alla possibilità di cambiare.

Non mollate, non demordete, non pretendete tutto e subito da voi stessi.. Un cambiamento radicale e profondo necessità di tempo.

A volte vi sembrerà di fare un passo avanti e due indietro. Troverete molti ostacoli. E quando sarete tristi, demotivati, depressi, quando penserete di non farcela, piangete, disperatevi e quando passerà il pianto, sorridete perché è passato.

Iniziate a convincervi che dentro di voi ci sia una parte che ha il diritto di sentirsi appagata e felice. Cambiare significa risvegliare la nostra parte sana. L’uomo è incline ad evitare le sofferenze, ad opporsi ad un cambiamento, ad essere abitudinario, a cercare rassicurazione, ma la felicità sta nella RIVOLUZIONE, nel capire chi siamo realmente e quale persona vogliamo essere…cosa vogliamo dalla nostra vita, che inclinazioni abbiamo, cosa ci rende felici, come fare per cambiare. Dobbiamo anche capire che tipo di relazioni sociali vogliamo avere (non dobbiamo per forza stare bene con tutti; non è scritto da nessuna parte). Dobbiamo essere liberi, avere il nostro personale grado di autonomia ed autostima, componenti impossibili da avere se siamo intrappolati. Dobbiamo essere comprensivi con noi stessi; non dobbiamo criticarci sempre e per forza.

E soprattutto…non continuiamo a rimandare il cambiamento. Il momento giusto per cominciare è ORA.

E’ difficile cambiare da soli, anche se vi assicuro, non impossibile. Di certo un terapeuta può aiutare. Diventa addirittura indispensabile quando i sintomi sono gravi ed importanti, ma ricordate, è di fondamentale importanza scegliere quello giusto, non uno a caso. Ma un ruolo fondamentale può assumerlo un amico, un’amica, qualcuno che stimate e che magari può aver raggiunto questo cambiamento prima di voi. Potrebbe incoraggiarvi quando state per mollare, darvi sostegno, darvi un diverso punto di vista.

In fondo questo è lo scopo di questo sito, questo è ciò che noi offriamo, questo è ciò che io personalmente ho sempre cercato. Un Amico che mi stia accanto non quando è semplice farlo, ma nei momenti del MIO bisogno.

Consiglio a tutti la visione del sito che tratta la terapia delle trappole www.schematherapy.com

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IL MOMENTO DI CAMBIARE NON E' DOMANI, E'......ORA!!!

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