Incinta – Giorno 1: e adesso? Cosa faccio?

incintaGiorno 1 – 24 anni, un ragazzo appena conosciuto, 9 esami dalla laurea ed una carriera promettente, una nonna che prima di morire le dice di essere incinta.....ed ora?

Ore 06:00 Spalancai gli occhi ancora gonfi dal dolore di aver perso la persona che adoro così tanto, mia nonna. Il primo pensiero andò a lei. Li richiusi, ma dopo un istante di calma o forse è meglio definibile spossatezza, li riaprii terrorizzata. Mi tornarono alla mente le sue parole a cui non avevo dato il giusto peso, parole in cui mi dichiarava di sentire che ero incintaPuò una persona in fin di vita indovinare, o forse è meglio dire, sentire cose di cui neanche tu in prima persona sei a conoscenza? Può predire il tuo futuro?

In un secondo sgattaiolai fuori dal letto, corsi inciampando nei miei passi in direzione del diario in cui annotavo tutto, o quasi. “Oddio, quando ho avuto l’ultimo ciclo?” Iniziai a sfogliare le pagine. Questo mese no, il mese precedente neanche. Come è caratteristico di una personalità fiduciosa nelle proprie capacità mentali, le pagine erano completamente vuote per mesi e mesi.

E la mia mente era ugualmente una tabula rasa!

Panico! Il vano ricordo di un qualche segnale due mesi prima mi donò un leggero sollievo. Dai Ale, tranquilla, semplicemente non lo hai segnato! Perché preoccuparsi, quindi, in fondo hai il ciclo irregolare , arriverà! Non sei incinta!

Ritornai a letto, ma le parole di mia nonna non facevano che riecheggiare continuamente nella mente confusa e spaventata di una ragazzina: "Di al mio rosiccio che è incinta, dille di tenere il suo bambino".

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Nonna…a te che hai percepito l’ inizio del mio tutto.

nonnaIl punto zero. Il punto in cui tutto iniziò. Il momento che ha cambiato le vite di una nonna e di una ragazzina tra passato, presente e futuro.

C’era una volta una grande donna, una di quelle che lasciano il segno nel cuore e nell’animo di chi ha l’onore di incrociarle nel cammino dei propri passi.

Una di quelle che, alla veneranda età di 84 anni, accompagnava la nipote ventenne ad Urbino, all’Università, non prima di mettersi il foulard delle grande occasioni ed il suo immancabile rossetto rosso. Rossetto che la caratterizzava in ogni occasione, anche la più banale, come l’andare fuori a portar via la spazzatura. “Non si sa mai chi si può incontrare e cosa ci riserva il destino anche nelle circostanze più impensabili” proferiva! Come darle torto, direi!

Durante questi viaggi, non mancava occasione di abbordare in ogni locale o in giro per strada, passanti o baristi ponendo loro la consueta domanda: ”Hai notato quanto è bella mia nipote? Tu sei single?” Immancabilmente la reazione della nipote era di trovare nell’ immediato un posticino per nascondersi o il fingere di non conoscerla, ma alla temeraria nonnina non importava!

Una donna dal temperamento romagnolo, caratteristico delle sue origini, la cui solarità e gioia di vivere contagiavano chiunque la incontrasse.

Una donna forte, capace di far tutto e compiere qualsiasi azione in solitaria. Si, è vero, aveva avuto qualche difficoltà con il passaggio dalla lira all’euro, ma se l’era cavata egregiamente!

Quel tipo di donna che neanche il cancro o la radioterapia riescono a toglierle il sorriso.

E poi c’era una ragazzina. Una di quelle teste matte all’apparenza, ma con un animo, un' intelligenza ed una sensibilità fuori dal comune. La sua bellezza ed i suoi risultati scolastici erano l’orgoglio della nonna che non faceva che elogiarla con le amiche di carte e le ripeteva sempre: “Una come te non può che lavorare in banca e trovare un ragazzo benestante” Preciso che in quei tempi il lavoro in banca era considerato il top da un punto di vista economico e di certezza futura.

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Paura di amare: i rimedi per chi soffre di Filofobia

paura

Broken heart

Per chi ha paura di amare perché teme di soffrire di nuovo, ecco i rimedi.

Nel precedente articolo abbiamo preso coscienza di come l’ apparenza non sempre denota realtà, di come la paura di amare possa rendere inermi ed incapaci di vivere.

A chi non è mai capitato di instaurare bellissime ed appassionanti relazioni con persone che, dall’ oggi al domani, senza alcuna apparente spiegazione, fanno un passo indietro non volendo concretizzare il rapporto e renderlo stabile?

Dietro questo comportamento si cela, di frequente, la paura di amare, una vera e propria patologia denominata Filofobia o Philofobia.

Nell'articolo Filofobia: la paura di amare abbiamo descritto i sintomi di questa patologia e le cause, comprendendone a fondo le manifestazioni.

Ma il non arrendersi presuppone il trovare una soluzione ad ogni cosa ed anche questa patologia può essere raggirata.

Naturalmente chi si trova o si è trovato ad avere un partner filofobico, avrà sofferto molto nel vedere l’ oggetto dei propri desideri fuggire nel momento in cui avrebbe dovuto impegnarsi ancora di più nel rapporto.

Ma questo sito è l’emblema del non arrendersi mai. Ecco, quindi, alcuni piccoli rimedi per cercare di star bene e salvare il rapporto.

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Filofobia: la paura di amare

philofobiaChe cosa è la Filofobia o Philofobia o paura di amare?

Amare è bellissimo, innamorarsi lo è ancora di più. Avete presente quel momento in cui batte forte forte il cuore? C’ è chi lo definisce “sentirsi le farfalle nello stomaco” ! Quel periodo, purtroppo sempre troppo breve, quando l’altro è da scoprire e si assapora ogni momento insieme, ci si esalta ed emoziona di ogni nuova scoperta, quando si contano i minuti che ci separano dall’oggetto dei nostri desideri e non si fa che pensare a come stupirlo, meravigliarlo, farlo innamorare di noi. Innamoramento che, con il tempo ed il conoscersi, conduce ad una profonda condivisione empatica di emozioni, gioie e dolori, un’intera vita progettando e realizzando i propri sogni.

Chi non vorrebbe tutto questo? Chi non vorrebbe innamorarsi ed amare?

Ebbene, ci sono persone che non ci riescono, non riescono ad amare. Ci sono persone che non riescono a credere nell’amore, ad impegnarsi, ricercando solo storielle frivole, non riuscendo a mettersi in gioco ed impegnarsi. Quante volte li abbiamo denigrati, criticati, non compresi traducendo il loro atteggiamento di rifiuto nei confronti di qualcosa di più serio come cattiveria, egoismo, frivolezza.

E se invece questo atteggiamento sia il sintomo e la conseguenza di un reale disturbo? Di una complessa patologia? Di un qualcosa di definito?

Si definisce Filofobia la paura di amare. Una paura persistente, ingiustificata ed anormale di innamorarsi ed amare una persona, una vera e propria anoressia sentimentale.

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Gelosia…cosa è e perché si prova

gelosiaQuali sono le sfaccettature della gelosia?

Esiste una gelosia sana ed una patologica?

Nel precedente articolo  Il mio partner non accetta che abbia un migliore amico  si discuteva l’enorme difficoltà che un individuo riscontra nell’accettare ed approvare anche solamente l’idea che il proprio partner abbia un amico del sesso opposto.

Ma perché questo avviene? Perché non si riesce ad accettare questa amicizia?

Il problema è la gelosia, un sentimento che si manifesta in molteplice situazioni, anche semplicemente nelle amicizie, ma che è molto più manifesto nelle relazioni affettive.

Cosa si intende con il termine gelosia?

Treccani definisce la gelosia come uno "stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, senza giustificato motivo, teme che la persona amata gli sia insidiata da un rivale". Differentemente, l’invidia, è il sentimento di chi desidera una cosa posseduta da un altro, senza che in questa rivalità sia coinvolta una terza persona.

In ambito psicoanalitico, la gelosia è essa stessa una pulsione, vale a dire  una eccitazione interna inconscia alla quale non ci si può sottrarre ed ha origine nel noto "Complesso Edipico" considerato da Freud una tappa fondamentale dello sviluppo di ogni bambino che altro non è che il sentimento di rivalità vissuto dal bambino nei confronti del padre, con il quale ci si contende l’amore esclusivo della madre.

Ma, parlando in parole semplici, la gelosia è semplicemente un sentimento provocato dalla paura di perdere qualcosa o qualcuno a cui si tiene molto. Un sentimento talmente forte da generare, quando diventa patologica, azioni folli e disperate, tanto il timore di essere abbandonati da chi si crede di amare.

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Amico..il mio partner non accetta che abbia un migliore amico

amicoIl mio partner è geloso e teme il mio migliore amico!

"Se ami qualcuno lascialo libero, se è veramente tuo tornerà da te” diceva Richard Bach

Allora perché è spesso tanto complicato far accettare l’ amicizia con una persona del sesso opposto al proprio partner? Talmente complicato da condurre alla scissione con il proprio migliore amico pur di mantenere saldo e sereno il proprio rapporto sentimentale!

Eppure è così bello avere un amico del sesso opposto al nostro! Io ne sono una fautrice.....Considero l’avere un amico molto più semplice dell’ avere una relazione sentimentale. L’amico non chiede, non pretende, con lui puoi essere te stessa, completamente! Puoi essere totalmente e profondamente sincera, puoi mostrare ogni tuo lato negativo, puoi mostrarti nervosa o giù di morale quando sei nervosa e giù di morale. Non devi attuare comportamenti atti a dover necessariamente piacere, non è necessario conquistare nessuno, non devi per forza sentirlo a cadenze stabilite, non hai obblighi, doveri ma nel rapporto erige la spontaneità e la sincerità.

Nei rapporti sentimentali, invece, è diverso. E’ bellissimo ed auspicabile avere un partner che sia anche il tuo migliore amico, ma molto complicato che questo accada.

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Amicizia tra uomo e donna…può esistere?

amiciziaPuò esistere l’ amicizia, quella vera, tra uomo e donna?

Che sia questa la domanda del secolo? Bhe, sicuramente se la facessi a molte persone, la maggior parte degli uomini risponderebbe che l’amicizia tra uomo e donna non può esistere. Le donne, al contrario, risponderebbero di si.

Ma da cosa deriva questa differenziazione nelle risposte ed atteggiamenti tra uomo e donna?

Di recente ho letto di uno studio della Norwegian University of Science and Technology effettuato su 308 studenti norvegesi tra i 18 e i 30 anni.

Studio che ha prodotti risultati interessanti, come fa notare il professore a capo della ricerca, Mons Bendixen “Ciò che è affascinante è che i nostri risultati sono identici ad analoghi studi effettuati negli Stati Uniti, anche se la Norvegia è uno tra i paesi con la maggior parità tra uomini e donne ed un paese sessualmente libero”.

Uomini e donne si fraintendono: la donna interpreta i segnali d’interesse sessuale del maschietto come semplice amicizia; l’uomo interpreta i segnali d’amicizia disinteressata della donna come interesse sessuale.

 Se una donna è dolce, carina, gentile, l’uomo pensa “Ecco, ci sta!”. Se un uomo è dolce, comprensivo, attento, la donna pensa “Ecco, il mio migliore amico!”

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Cambiamento

cambiamento

Smetti di definirti. Concediti tutte le possibilità di essere, cambia strada ogni volta che lo senti necessario." (Alejandro Jodorowsky)

Posted by Amici in Affitto on Mercoledì 27 maggio 2015